Delibera CIPE n.52 del 2019

La delibera in numeri

Con la delibera n. 52 del 24 luglio 2019 il CIPE ha proceduto alla ripartizione dei contributi, relativi all’annualità 2017, in favore dei siti che ospitano centrali nucleari ed impianti del ciclo del combustibile nucleare ed alla correlata attribuzione degli importi a ciascuno degli enti locali interessati (Comuni e Province).

La delibera è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 28 ottobre 2019 ed  è facilmente reperibile, con tanto di tabella di ripartizione allegata, sul sito web di questo dipartimento nella sezione “archivio delle delibere”.

Le risorse ripartite dalla delibera sono quelle contabilizzate dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), organismo a ciò preposto, e quantizzate dalla medesima per l’anno 2017 in 14.824.415,00 euro, sulla base della normativa vigente.

La somma è stata ripartita percentualmente per ciascun sito e suddivisa tra gli enti locali beneficiari nella seguente misura:

  • 50 per cento in favore del comune nel cui territorio è ubicato il sito;
  • 25 per cento in favore della relativa provincia;
  • 25 per cento in favore dei comuni confinanti con quello nel cui territorio é ubicato il sito.

Nella tabella 1 sono riepilogate le percentuali spettanti a ciascun sito ed i correlati importi destinati agli enti locali beneficiari.

Risultano in numero di 9 gli impianti presi in considerazione da ISIN – Ispettorato per la sicurezza nucleare[1], che dal primo agosto 2018 svolge le funzioni in precedenza attribuite ad ISPRA, per la determinazione delle quantità di materiale radioattivo presente in ciascun sito.

La platea complessiva degli Enti territoriali interessati dalle misure compensative è costituita da:

  • 9 Comuni sedi di impianto;
  • 7 Province;
  • la Città metropolitana di Roma capitale;
  • 53 Comuni confinanti con quelli sede di impianto

[1] L’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), divenuto operativo dal 1 Agosto 2018, svolge, ai sensi del D.Lgs n. 45/2014 e successive modifiche, le funzioni di autorità di regolamentazione competente per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. Dette funzioni sono state in precedenza svolte dall’ISPRA, nelle more del completamento del processo istitutivo dell’Ispettorato. Nell’ambito di tali funzioni, l’Ispettorato continua a svolgere le attività, già avviate dall’ISPRA sin dal 2000, al tempo come APAT, di predisposizione di un inventario dei rifiuti radioattivi presenti in Italia, aggiornato annualmente. L’inventario viene elaborato con dati relativi a: volumi, masse, stato fisico, attività specifica, contenuto radionuclidico, condizioni di stoccaggio dei rifiuti. Tale inventario comprende anche il combustibile esaurito e le sorgenti dismesse

La provincia di Vercelli risulta interessata dalla presenza di due siti, uno relativo agli impianti Eurex e Avogadro, ubicati nel comune di Saluggia, e l’altro rappresentato dalla centrale nucleare “Enrico Fermi” sita nel comune di Trino.

Questa situazione si riflette anche sul Comune di Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli, che risulta confinante con i due siti sopra citati ed è pertanto destinatario di due diversi contributi.

Sulla base dell’inventario radiometrico dei singoli siti, che tiene conto anche della pericolosità dei rifiuti presenti in ciascuno di essi, la quota percentuale maggiore (circa il 31%) spetta al sito ubicato nel comune di Saluggia (impianto EUREX e deposito Avogadro). La quota minore (circa il 2%) va all’impianto Bosco Marengo, ubicato nell’omonimo comune, in provincia di Alessandria. Per gli altri siti, le quote percentuali di spettanza variano tra il 10% e l’ 11%.

In linea con le scelte già indicate nelle precedenti delibere di riparto del contributo, anche in questa delibera le risorse finanziarie sono destinate alla realizzazione di interventi mirati all’adozione di misure di compensazione in campo ambientale e in particolare in materia di:

  • tutela delle risorse idriche;
  • bonifica dei siti inquinati;
  • gestione dei rifiuti;
  • difesa e assetto del territorio;
  • conservazione e valorizzazione delle aree naturali protette e tutela della biodiversita’;
  • difesa del mare e dell’ambiente costiero;
  • prevenzione e protezione dall’inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico;
  • interventi per lo sviluppo sostenibile.

Infine, in merito alle risorse ripartite, la delibera dispone che gli enti beneficiari debbano rendicontarne l’utilizzo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il quale entro il 31 dicembre 2021 dovrà riferirà al CIPE sulla coerenza e sullo stato di utilizzo delle risorse assegnate dalla delibera.

Il contesto

Le misure di compensazione territoriale a favore dei siti che ospitano centrali nucleari ed impianti del ciclo del combustibile nucleare sono normate dal decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, recante “disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi”;

Tale decreto, infatti, all’articolo 4 dispone, tra l’altro:

  • al comma 1, istituisce misure di compensazione  territoriale a favore dei siti che ospitano centrali nucleari ed impianti del  ciclo del combustibile nucleare fino al definitivo smantellamento degli impianti, prevedendo che alla data  della  messa  in esercizio del Deposito nazionale (di cui  all’art. 1, comma 1, del medesimo decreto legge), tali misure siano  trasferite  al  territorio che ospita detto Deposito in misura proporzionale  all’allocazione dei rifiuti radioattivi;
  • al comma 1-bis, stabilisce che l’assegnazione annuale del contributo è effettuata con deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica, sulla base delle stime di inventario radiometrico dei siti, determinato annualmente con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, su proposta dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA; dal 2018 ISIN), valutata la pericolosità dei rifiuti. La norma prevede inoltre che l’ammontare complessivo annuo di tali misure sia definito mediante la determinazione di un’aliquota della componente della tariffa elettrica pari a 0,015 centesimi di euro per ogni chilowattora consumato, con aggiornamento annuale sulla base degli indici ISTAT dei prezzi di consumo.
  • al medesimo comma 1-bis, in seguito alle modifiche introdotte dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13,   prevede che il contributo sia ripartito, per ciascun territorio, in misura del 50 per cento in favore del comune nel cui territorio é ubicato il sito, in misura del 25 per cento in favore della relativa provincia e in misura del 25 per cento in favore dei comuni confinanti con quello nel cui territorio è ubicato il sito e che il contributo spettante a questi ultimi sia calcolato in proporzione alla superficie e alla popolazione residente nel raggio di dieci chilometri dall’impianto;

L’inventario radiometrico dei siti viene elaborato con dati relativi a: volumi, masse, stato fisico, attività specifica, contenuto radionuclidico, condizioni di stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Tale inventario comprende anche il combustibile esaurito e le sorgenti dismesse e tiene inoltre conto della pericolosità dei rifiuti presenti in ciascun sito.

L’inventario radiometrico è stato determinato come insieme di tre componenti:

1)    la radioattività presente nelle strutture stesse dell’impianto, in forma di attivazione e di contaminazione, che potrà essere eliminata solo al termine delle procedure di disattivazione dell’impianto stesso;

2)    i rifiuti radioattivi presenti, prodotti dal pregresso esercizio dell’impianto o comunque immagazzinati al suo interno;

3)    il combustibile nucleare, fresco e, soprattutto, irraggiato, nonché le materie nucleari eventualmente presenti.

La normativa vigente prevede, come già detto, una ripartizione del contributo in misura differenziata tra i comuni sede di impianto (50%), le relative province (25%)  ed i comuni confinanti (25%). Relativamente a questi ultimi, il contributo spettante è calcolato in proporzione alla superficie ed alla popolazione residente nel raggio di 10 km dall’impianto, in ragione di un 12,5% per ciascuna delle due variabili .

Gli impianti presi in considerazione sono tutti quelli ad oggi gestiti dalla SOGIN, con l’eccezione di alcune ulteriori installazioni, tra le quali quelle del Centro Comune di Ricerche di Ispra (VA), dove nel passato sono state svolte diverse attività di ricerca anche per conto degli esercenti italiani e che pertanto è stato incluso nella valutazione.

Sul piano dei principi generali tesi ad orientare l’utilizzo delle risorse per finalità coerenti con l’istituzione delle misure compensative, va evidenziato che a partire sin dalle prime delibere il CIPE ha inteso introdurre progressivamente criteri di sempre maggiore finalizzazione ambientale nell’utilizzo dei contributi assegnati agli Enti locali, indicando anche gli ambiti preferenziali di destinazione delle risorse  quali, in particolare, la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, la difesa ed assetto del territorio e dell’ambiente marino-costiero, la  conservazione e valorizzazione delle aree naturali protette, la prevenzione e protezione dall’inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico, ed infine gli interventi per lo sviluppo sostenibile. Inoltre è stato previsto l’impegno, per gli Enti beneficiari dei contributi, di presentare al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, una rendicontazione relativa all’utilizzo delle risorse assegnate. Sull’impiego di tali risorse, il Ministero è chiamato a relazionare al CIPE, di norma, entro il 31 dicembre dell’anno successivo al riparto.

Le figure che seguono illustrano: la distribuzione territoriale dei nove impianti presi in considerazione per la determinazione del contributo (fig.1); le quote percentuali attribuite nel corso degli anni, dal 2004 al 2017, a ciascun impianto considerato, sulla base dei dati dell’inventario radiometrico dei siti curato dall’ISPRA (dal 2018 tale compito è stato trasferito all’ISIN) (fig. 2 e fig.3); infine in fig. 4, l’ammontare cumulato dei contributi assegnanti dal CIPE  ai Comuni sede di impianto, alle relative Province ed ai Comuni confinanti con quelli sede di impianto, a partire dal 2008, anno di modifica della normativa, fino all’anno 2017, ultima annualità oggetto di ripartizione da parte del CIPE con la delibera n. 52/2019.

Allegati:

Tabella 1 – Tabella di riparto finanziario annualità 2017

Fig. 1 – Distribuzione territoriale degli impianti presi in considerazione.

Fig. 2 e Fig.3Quote percentuali attribuite dal 2004 al 2017 a ciascun impianto considerato.

Fig. 4 – Ammontare cumulato dei contributi assegnanti dal CIPE dal 2008 al  2017 agli enti locali.