Anno 2020

Nell’anno 2020, la gran parte del contenzioso ordinario e amministrativo trattato ha riguardato:

  • le delibere attuative in tema di infrastrutture strategiche incluse nel Programma approvato dal CIPE, ai sensi della L. n. 443/2001 e smi (cd “legge obiettivo”) con delibera CIPE 21.12.2001, n. 121;
  • le delibere con le quali il CIPE ha espresso il proprio parere in materia di aggiornamento e revisione degli Atti aggiuntivi delle Convezioni autostradali e relativi piani economico-finanziari;
  • delibere con le quali il CIPE ha ripartito i contributi previsti dall’articolo 4, comma 1-bis, D.L. n. 314/2003 volti a compensare gli Enti territoriali sede di impianti nucleari.

 

L’Unità organizzativa, come ogni anno, ha predisposto e inviato alla Avvocatura generale dello Stato e alle Avvocature distrettuali dello Stato, le relative memorie per la difesa in giudizio della PCM-DIPE-CIPE (complessivi n. 26 report).

 

In materia di grandi opere, il CIPE ha continuato ad approvare progetti di infrastrutture strategiche anche successivamente all’abrogazione del D.Lgs. n. 163/2006, avvenuta ad opera del nuovo codice degli appalti, D.Lgs. n. 50/2016.

Le delibere sono state adottate dal CIPE, ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 214, comma 11, e 216, commi 1, 1-bis e 27, del citato D.Lgs. n. 50 del 2016 e del previgente D.Lgs. n. 163 del 2006, da cui deriva l’applicabilità della pregressa disciplina a tutte le procedure, anche autorizzative, avviate prima del 19 aprile 2016. Si tratta sostanzialmente di casi specifici e cioè di approvazioni progettuali relative ad opere per le quali la procedura di VIA risultava già avviata alla data di entrata in vigore del suddetto decreto n. 50/2016, reiterazioni vincoli preordinati all’esproprio e proroghe di dichiarazioni di pubblica utilità.

Pertanto, il numero dei ricorsi pervenuti nell’anno 2020, seppure sensibilmente inferiore rispetto a quello che ha caratterizzato gli anni precedenti, ha visto l’Unità organizzativa per il contenzioso impegnata ad esaminare n. 16 ricorsi al TAR e a predisporre le relative difese in giudizio. Nell’ambito di tali ricorsi, risultano in lieve aumento quelli avverso atti esecutivi del procedimento di approvazione delle suddette opere (procedure espropriative) riguardanti le delibere del CIPE soltanto in qualità di atti presupposti.

I ricorsi amministrativi in materia di opere strategiche sono stati proposti da soggetti privati, società, associazioni ambientaliste e Amministrazioni locali. I privati e le società, solitamente proprietari di aree coinvolte dalla realizzazione degli interventi in esame, hanno lamentato il pregiudizio derivante alla loro proprietà ovvero alla loro attività di impresa dall’approvazione dell’opera. Le amministrazioni ambientaliste hanno dedotto, prevalentemente, la mancata considerazione degli effetti diretti e indiretti sull’ambiente nonché le principali alternative alla scelta individuata, contestando l’incompletezza della valutazione di impatto ambientale. Le amministrazioni locali hanno addotto, per lo più, il loro mancato o insufficiente coinvolgimento nel relativo iter procedimentale di approvazione delle opere.

Nel medesimo periodo, sono stati predisposti n. 6 report in materia di regolazione economica nel settore autostradale afferenti l’aggiornamento e la revisione delle Convenzioni autostradali e relativi piani economico-finanziari delle Società concessionarie. Il contenzioso ha riguardato l’applicabilità delle delibere con le quali il CIPE ha ridefinito i criteri regolatori nel periodo di prorogatio delle concessioni scadute. Tale contenzioso risulta tendenzialmente in aumento rispetto agli anni precedenti.

L’Unità organizzativa per il contenzioso ha predisposto n. 1 memoria in materia di personale, n. 2 in materia di accesso agli atti e n. 1 report in materia di contributi, di cui all’articolo 4, comma 1-bis, D.L. n. 314/2003, riconosciuti agli Enti territoriali sede di siti nucleari e ripartiti annualmente dal CIPE (contenzioso instaurato dinanzi al giudice ordinario).

Dei 26 report definiti, n. 3 sono stati predisposti per contenziosi pendenti dinanzi al giudice ordinario e n. 23 per contenziosi instaurati dinanzi ai Tribunali Amministrativi Regionali.

 

Nel periodo di riferimento, l’Unità per il contenzioso ha svolto, su richiesta del Capo dipartimento, attività di consulenza giuridica e curato la trasmissione al Dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri degli atti per il pagamento delle spese processuali riguardanti i ricorsi definiti con sentenza.