Anno 2019

Nell’anno 2019, la gran parte del contenzioso ha riguardato:

  • le delibere attuative in tema di infrastrutture strategiche incluse nel Programma approvato dal CIPE, ai sensi della L. n. 443/2001 e smi (cd “legge obiettivo”) con delibera CIPE 21.12.2001, n. 121;
  • le delibere con le quali il Comitato ha espresso il proprio parere in materia di contratti di programma tra ENAC e i singoli gestori aeroportuali;
  • le delibere del CIPE in materia di concessioni autostradali.

L’Unità organizzativa per il contenzioso, come ogni anno, ha predisposto e inviato alla Avvocatura generale dello Stato e alle Avvocature distrettuali dello Stato le relative memorie per la difesa in giudizio della PCM-DIPE-CIPE (circa 30 report). Il Comitato ha tenuto conto delle osservazioni dei concessionari ricorrenti nell’evoluzione della sua attività regolatoria e nelle decisioni sulle concessioni autostradali e aeroportuali, nell’ottica della difesa dell’interesse pubblico, del pieno rispetto dei principi dell’ordinamento nazionale e comunitario e del ragionevole contemperamento dei diversi interessi in gioco.

I suddetti ricorsi in materia di opere strategiche (ricorsi al TAR e, in minor misura, ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica) sono stati proposti da soggetti privati, società, associazioni ambientaliste e Amministrazioni locali. I privati e le società, solitamente proprietari di aree coinvolte dalla realizzazione degli interventi in esame, hanno lamentato il pregiudizio derivante alla loro proprietà ovvero alla loro attività di impresa dall’approvazione dell’opera. Le amministrazioni ambientaliste hanno dedotto, prevalentemente, la mancata considerazione degli effetti diretti e indiretti sull’ambiente nonché le principali alternative alla scelta individuata. Le amministrazioni locali hanno addotto, per lo più, il loro mancato o insufficiente coinvolgimento nel relativo iter procedimentale di approvazione delle opere.

Nel medesimo periodo di riferimento, il contenzioso in materia di regolazione è stato proposto dai gestori aeroportuali, che hanno chiesto l’annullamento delle delibere con le quali il CIPE ha espresso il proprio parere sui contratti di programma tra ENAC e i gestori stessi. In particolare, veniva contestata l’incompetenza, la carenza di attribuzione e di potere del CIPE nonché la legittimità di alcune clausole contrattuali.

Sempre in materia regolatoria, le concessionarie autostradali hanno impugnato i criteri regolatori posti dal CIPE per l’accertamento e per la definizione dei rapporti economici delle società nel periodo compreso tra la data di scadenza delle concessioni e il subentro del nuovo concessionario, deducendo, tra l’altro, il difetto di competenza del Comitato in materia.

Nel periodo di riferimento, l’Unità per il contenzioso ha svolto, su richiesta del Capo dipartimento, attività di consulenza giuridica e curato la trasmissione al Dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri degli atti per il pagamento delle spese processuali riguardanti i ricorsi definiti con sentenza.