Normativa

Il Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 “Codice dei contratti pubblici” ha previsto l’abrogazione dei commi da 1 a 5 della legge 21 dicembre 2001, n.443 cd. “legge obiettivo” e la conseguente disciplina speciale riguardante le infrastrutture strategiche che regolava la progettazione, l’approvazione dei progetti e la realizzazione delle infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale (contenuta nel capo IV del titolo III della parte II dell’abrogato decreto legislativo n. 163 del 2006).

Il nuovo Codice provvede a definire una nuova disciplina artt. 200-203 (modificata, da ultimo, dal decreto legislativo n. 56 del 2017, recante disposizioni integrative e correttive al Codice) per la programmazione e il finanziamento delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese.

 Articolo 203 del “Codice dei contratti pubblici” (D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, e ss.mm.

L’articolo attribuisce al Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro della giustizia e con quello dei trasporti l’individuazione delle procedure di monitoraggio delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari al fine di reprimere preventivamente possibili tentativi di infiltrazione mafiosa.

Inoltre, nel secondo comma, stabilisce che la disciplina del monitoraggio finanziario dei lavori relativi a infrastrutture strategiche venga attuata secondo le modalità e le procedure, anche informatiche, individuate dalla delibera CIPE n. 45 del 2011 e con la delibera CIPE 15 del 2015 con la quale sono state adottate le linee guida per il monitoraggio finanziario delle grandi opere (MGO).

Gli oneri connessi al monitoraggio finanziario, sono disciplinati dall’art. 203, comma 2, “Si applicano, altresì, le modalità e le procedure di monitoraggio finanziario di cui all’articolo 36 del decreto- legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114” e sono versati dai soggetti aggiudicatari, annualmente e fino alla messa in esercizio degli interventi, nella quota dello 0,0006 per cento dell’importo degli interventi stessi.

Delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45

Il CIPE quindi, su proposta dell’allora CCASGO, oggi Comitato di Coordinamento Antimafia Settore Infrastrutture degli Insediamenti Prioritari – CCASIIP, con questa delibera ha dato avvio, ad una fase sperimentale finalizzata alla messa a punto di un sistema informatico in grado di monitorare i flussi finanziari che intercorrono tra le imprese della “filiera”, così definendo il complesso degli operatori che partecipavano alla realizzazione dell’infrastruttura, compresa l’esecuzione degli espropri.

Il sistema MGO è stato quindi inizialmente sperimentato su alcune opere, una di queste il cosiddetto “progetto CAPACI”, cofinanziata dall’Unione europea. Con la delibera n. 45 del 2011,  il Comitato ha preso atto che le attività svolte ed i risultati conseguiti in detta fase di sperimentazione sono stati utilizzati per l’elaborazione del “progetto C.A.P.A.C.I. (Creating Automated Procedures Against Criminal Infiltration in public contracts), ammesso a cofinanziamento dalla Commissione europea, e ha disposto che la sperimentazione proseguisse nell’ambito di tale progetto, secondo le direttive di cui alla delibera stessa. Il “progetto CAPACI” si è concluso il 2 settembre 2014.

D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114

All’art. 36 il decreto ha disposto che, per tutte le infrastrutture strategiche, il controllo dei flussi finanziari venga effettuato secondo le modalità di cui alla citata delibera CIPE n. 45 del 2011, prevedendo che per i contratti stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legge l’adeguamento alle indicazioni del Comitato avvenga entro sei mesi dalla predetta data e dando mandato al Comitato di aggiornare le modalità di esercizio del sistema di monitoraggio finanziario.

La norma inoltre, al comma 5, ha previsto che i soggetti aggiudicatari, annualmente e sino alla messa in esercizio degli interventi, versino – a valere sulle risorse derivanti dall’applicazione della citata aliquota forfetaria – lo 0,0006 per cento dell’importo degli interventi stessi all’entrata del bilancio dello stato: le somme così introitate vengono riassegnate, al fine di sostenere gli oneri di gestione del sistema di monitoraggio de quo, nel limite massimo di 617.000 euro annui complessivi, allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, che le trasferisce ad apposito capitolo di spesa da istituire nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Delibera CIPE 28 gennaio 2015, n. 15

Con la delibera n. 15 del 2015 il CIPE, su proposta dell’allora CCASGO, oggi CCASIIP, e in attuazione del disposto del comma 3 dell’art. 36 del D.L. n. 90/2014, si è proceduto ad aggiornare le direttive per il monitoraggio finanziario, non limitandosi ad apportare integrazioni o modifiche alle precedenti indicazioni, ma provvedendo a licenziare un testo esaustivo, che funga da riferimento per tutti gli organismi interessati al monitoraggio stesso.

Ha quindi approvato le linee guida elaborate dall’allora CCASGO, oggi CCASIIP, unitamente ad uno schema di protocollo operativo che deve intercorrere tra la stazione appaltante ed il soggetto aggiudicatario, precisando che le linee guida sono riferibili a tutte le imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera considerata, ivi incluse quelle estere, ed istituendo un apposito gruppo di lavoro per l’espletamento di tutti i compiti connessi all’attuazione della delibera medesima. Ha inoltre fornito prime indicazioni su tempi e modalità di versamento delle quote a carico dei soggetti aggiudicatari ai sensi del comma 5 del citato art. 36 del D.L. n. 90/2014.

In sintesi il monitoraggio finanziario è basato sull’analisi dei flussi finanziari delle imprese impegnate nella realizzazione dell’opera considerata, grazie all’acquisizione giornaliera degli estratti conto dei conti correnti dedicati in esclusiva all’opera e di informazioni sui bonifici (il cui utilizzo è obbligatorio per i pagamenti, tranne limitate eccezioni puntualmente indicate), conti che ciascun fornitore deve aprire e utilizzare per tutti i movimenti finanziari, in entrata e in uscita, connessi alla realizzazione dell’opera stessa. Il fornitore deve anche, con un’apposita lettera di manleva, autorizzare la sua banca a inviare alla banca dati MGO, operativa presso il DIPE, le suddette informazioni relative al suo conto corrente (estratto conto giornaliero e bonifici emessi).