Normativa

Articolo 176 del “Codice dei contratti pubblici” pubblici (D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, e ss.mm.)

Al comma 3, lett. e), detto articolo pone l’obbligo di stipulare appositi accordi con gli organi competenti in materia di sicurezza a carico del soggetto aggiudicatore dei lavori di progettazione e realizzazione di un’infrastruttura strategica (cioè di una delle opere incluse nel Programma Infrastrutture Strategiche, di cui alla legge 443/2001, approvato con delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121, e – da ultimo – oggetto dell’11° allegato infrastrutture alla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, su cui il CIPE si è espresso con delibera 1° agosto 2014, n. 26). Detti accordi sono redatti secondo linee guida definite dal CIPE sulla base di proposte formulate dal CCASGO e debbono ricomprendere “il controllo dei flussi finanziari connessi alla realizzazione dell’opera, inclusi quelli concernenti risorse totalmente o parzialmente a carico dei promotori ai sensi dell’art. 175 e quelli derivanti dall’attuazione di ogni altra modalità di finanza di progetto”.

Gli oneri connessi al monitoraggio finanziario sono ricompresi nell’aliquota forfetaria di cui al comma 20 del medesimo art. 176 e che, come stabilisce l’art. 16, comma 4, lett. g, dell’allegato XXI al Codice in questione è da fissare, di massima, tra il 6% e l’8% del costo.

Delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45

Il CIPE quindi, su proposta del CCASGO, ha dato avvio, con una serie di delibere a una fase sperimentale finalizzata alla messa a punto di un sistema informatico in grado di monitorare i flussi finanziari che intercorrono tra le imprese della “filiera”, così definendo il complesso degli operatori che partecipano alla realizzazione dell’infrastruttura, compresa l’esecuzione degli espropri.

Il sistema MGO è stato quindi sperimentato su alcune opere e una fase di questa sperimentazione, il cosiddetto “progetto CAPACI”,  è stata cofinanziata dall’Unione europea.

Con la delibera n. 45/2011 il Comitato ha preso atto che le attività svolte ed i risultati conseguiti in detta fase di sperimentazione sono stati utilizzati per l’elaborazione del “progetto C.A.P.A.C.I. (Creating Automated Procedures Against Criminal Infiltration in public contracts), ammesso a cofinanziamento dalla Commissione europea, e ha disposto che la sperimentazione proseguisse nell’ambito di tale progetto, secondo le direttive di cui alla delibera stessa. Il progetto C.A.P.A.C.I. si è concluso il 2 settembre 2014.

D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.

All’art. 36 il decreto ha disposto che, per tutte le infrastrutture strategiche, il controllo dei flussi finanziari venga effettuato secondo le modalità di cui alla citata delibera CIPE n. 45/2011, prevedendo che per i contratti stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legge l’adeguamento alle indicazioni del Comitato avvenga entro sei mesi dalla predetta data e dando mandato al Comitato di aggiornare le modalità di esercizio del sistema di monitoraggio finanziario con delibera adottata ai sensi del comma 3 del menzionato art. 176 del codice dei contratti pubblici.

La norma inoltre, al comma 5, ha previsto che i soggetti aggiudicatari, annualmente e sino alla messa in esercizio degli interventi, versino – a valere sulle risorse derivanti dall’applicazione della citata aliquota forfetaria – lo 0,0006 per cento dell’importo degli interventi stessi all’entrata del bilancio dello stato: le somme così introitate vengono riassegnate, al fine di sostenere gli oneri di gestione del sistema di monitoraggio de quo, nel limite massimo di 617.000 euro annui complessivi, allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, che le trasferisce ad apposito capitolo di spesa da istituire nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Delibera CIPE 28 gennaio 2015, n. 15

Con la delibera n. 15/2015 il CIPE, su proposta del CCASGO e in attuazione del disposto del comma 3 dell’art. 36 del D.L. n. 90/2014, ha proceduto ad aggiornare le direttive per il monitoraggio finanziario, non limitandosi ad apportare integrazioni o modifiche alle precedenti indicazioni, ma provvedendo a licenziare un testo esaustivo, che funga da riferimento per tutti gli organismi interessati al monitoraggio stesso.

Ha quindi approvato le linee guida elaborate dal CCASGO unitamente ad uno schema di protocollo operativo che deve intercorrere tra la stazione appaltante ed il soggetto aggiudicatario, precisando che le linee guida sono riferibili a tutte le imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera considerata, ivi incluse quelle estere, ed istituendo apposito gruppo di lavoro per l’espletamento di tutti i compiti connessi all’attuazione della delibera medesima. Ha inoltre fornito prime indicazioni su tempi e modalità di versamento delle quote a carico dei soggetti aggiudicatari ai sensi del comma 5 del citato art. 36 del D.L. n. 90/2014.

In sintesi il monitoraggio finanziario è basato sull’analisi dei flussi finanziari delle imprese impegnate nella realizzazione dell’opera considerata, grazie all’acquisizione giornaliera degli estratti conto dei conti correnti dedicati in esclusiva all’opera e di informazioni sui bonifici (il cui utilizzo è obbligatorio per i pagamenti, tranne limitate eccezioni puntualmente indicate), conti che ciascun fornitore deve aprire e utilizzare per tutti i movimenti finanziari, in entrata e in uscita, connessi alla realizzazione dell’opera stessa. Il fornitore deve anche, con un’apposita lettera di manleva, autorizzare la sua banca a inviare alla banca dati MGO, operativa presso il DIPE, le suddette informazioni relative al suo conto corrente (estratto conto giornaliero e bonifici emessi).