La città chiede l’Università

3 febbraio 2020

Taranto, pur essendo la quarta città del Sud, è rimasta l’unica a non aver una propria autonoma Università. È l’unica, inoltre, a non avere un Centro di Ricerca Nazionale. Con il decreto “Cantiere Taranto” si cercherà di cambiare rotta.

Sarà questo uno degli obiettivi del Governo per la riconversione economica, sociale e culturale di Taranto. I primi risultati sul piano della crescita culturale già ottenuti sono l’istituzione della Supersoprintendenza, il Tecnopolo del Mediterraneo, la statalizzazione dell’istituto musicale Paisiello che si completerà in Primavera.

Oggi ho partecipato al convegno “La città chiede l’Università“, durante il quale ho spiegato l’aspetto normativo contenuto nel Decreto per l’istituzione di un vero e proprio Corso di laurea in Medicina, che punta ad avere al termine del prossimo triennio la sua autonomia, e una sua specializzazione in prevenzione delle malattie e degli infortuni sul lavoro. Ho anche aggiunto che a Taranto non serve “solo” un corso di laurea ma una “eccellenza” universitaria, che renda la nostra offerta unica e appetibile per gli studenti di tutto il Paese.

Questa mattina ho anche rivolto un invito ai rettori pugliesi, oggi presenti: giochiamo insieme questa partita, costruiamo insieme il percorso che ci porterà a creare il Polo Universitario di Taranto, perché è tutta la Regione che ne uscirà vincente.

Ho, infine, voluto rivolgere delle parole ai ragazzi che sono intervenuti questa mattina a Palazzo di Città: mi sono scusato con loro perché con loro, lo Stato e l’intero Paese hanno un debito. Il decreto “Cantiere Taranto” è un piccolo primo passo per restituire dignità all’intero territorio, investendo sul futuro dei nostri giovani.