Delibere rilevanti adottate di recente dal CIPE

Modifica integrativa della delibera n.127/2017 “edilizia residenziale pubblica: aggiornamento degli indirizzi per l’utilizzo delle risorse residue assegnate alle finalita’ di cui agli artt. 2, comma 1, lett. F) e 3, comma 1, lett. Q) della legge 5 agosto 1978, n.457, norme per l’edilizia residenziale.” Apri

Gli indirizzi programmatici

La delibera n. 55 /2019 apporta alcune modifiche alla precedente delibera n. 127/2017 con la quale il CIPE ha proceduto all’aggiornamento degli  indirizzi programmatici per l’utilizzo di risorse finanziarie residue, destinando fino a 250 milioni di euro per l’attuazione di un programma integrato di edilizia residenziale sociale e fino a 100 milioni di euro per interventi di edilizia residenziale sociale nelle aree del territorio nazionale danneggiate dagli eventi sismici del 2016 e 2017.

La precedente delibera n.127/2017 si inquadra nelle disposizioni della legge 5 agosto 1978, n. 457, che assegna al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE)  il compito di indicare gli indirizzi programmatici ed in particolare di determinare le linee di intervento, quantificare le risorse finanziarie necessarie nonché  di determinare i criteri generali per la ripartizione delle risorse tra i vari settori d’intervento e di indicare i criteri per la ripartizione delle risorse tra le regioni.

In particolare  l’articolo 2 della legge,  prevede al comma 1, lettera f),   la determinazione delle quote da destinare, tra gli altri, a programmi di sperimentazione nel settore dell’edilizia residenziale pubblica.

Inoltre con il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono mantenute in capo allo Stato, con l’art. 59, le funzioni e i compiti relativi al concorso, unitamente alle regioni ed agli altri enti locali interessati, all’elaborazione di programmi di edilizia residenziale pubblica aventi interesse a livello nazionale.

In tale contesto, il CIPE è intervenuto, come detto, con la delibera   n. 127 del 22 dicembre 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2018, procedendo da un lato all’aggiornamento degli indirizzi programmatici per l’utilizzo delle risorse finanziarie residue destinate alle finalità di cui all’art. 2, comma 1, lettera f) della legge 5 agosto 1978, n. 457,  giacenti sul fondo L del conto corrente n. 20127 «Fondi di edilizia convenzionata/agevolata programmi centrali», e destinando fino a 250 milioni di euro per l’attuazione di un programma integrato di edilizia residenziale sociale, omnicomprensivamente intesa quale sovvenzionata e agevolata;

Gli indirizzi programmatici per  la riprogrammazione delle risorse residue, attualizzati sulla base della più recente normativa tecnica di settore, sono stati così individuati:

  1. coerenza con le policy prioritarie dell’Unione Europea in tema di ambiente e sicurezza nell’edilizia pubblica;
  2. consumo di suolo zero;
  3. privilegiare il recupero edilizio ed urbano rispetto alla nuova edificazione;
  4. integrazione di funzioni residenziali con quelle extra-residenziali;
  5. incremento della dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati;
  6. efficientamento energetico degli edifici;
  7. innalzamento dei livelli di qualità dell’abitare per quanto attiene il superamento delle barriere architettoniche e la sicurezza nell’uso degli spazi;
  8. flessibilità compositiva e tipologica degli spazi della residenza;
  9. innovazione tecnologica dell’edilizia secondo principi di autosostenibilità;
  10. adeguamento/miglioramento sismico degli edifici;

La medesima delibera del CIPE ha disposto (Punto 4.1) che per gli interventi relativi al programma integrato di edilizia residenziale sociale la ripartizione delle risorse tra le regioni e le province autonome, pari a 250 milioni di euro, avvenisse con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti , sulla base dei seguenti indicatori:

  • popolazione residente da ultimo aggiornamento ISTAT – peso 20 per cento;
  • numero di domande di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata inevase al 1° gennaio 2016 – peso 40 per cento;
  • famiglie in affitto da ultimo aggiornamento ISTAT – peso 40 per cento.

Sulla base di tali indicazioni è stato predisposto dal MIT il prescritto decreto di ripartizione, sul  quale è stata acquisita l’intesa della Conferenza unificata stato –regioni –autonomie locali, espressa in data 20 giugno 2019. 

Il decreto, in osservanza alle disposizioni della delibera CIPE 127/2017,  approva pertanto la ripartizione di 250 milioni di euro tra le regioni e le province autonome a valere sulle risorse residue di cui all’art. 2, comma 1, lettera f) della legge 5 agosto 1978, n. 457, giacenti sul fondo L del conto corrente

n. 20127 «Fondi di edilizia convenzionata/agevolata programmi centrali» destinate all’attuazione del programma integrato di edilizia residenziale sociale, omnicomprensivamente intesa quale sovvenzionata e agevolata, di cui alla lettera a) del punto 2.1. della menzionata delibera C.I.P.E.

Il prospetto della ripartizione è riportato nel grafico

Il riparto delle risorse e i settori d’intervento

La delibera n. 127/2017 ripartisce 350 milioni di euro  a valere sulle risorse residue  recate dalla legge n. 457 del 1978 sui capitoli di spesa  “Fondi di edilizia convenzionata/agevolata programmi centrali”.

La ripartizione prevede due finalizzazioni:

lett. a): fino a 250 milioni di euro, per l’attuazione di un programma integrato di edilizia residenziale sociale, omnicomprensivamente intesa quale sovvenzionata e agevolata. Le proposte di intervento, predisposte dai Comuni individuati dalle Regioni con specifiche modalità ed attuate dalle medesime amministrazioni comunali, dagli ex IACP comunque denominati, da imprese e cooperative in modalità di edilizia convenzionata, dovranno:

  1. essere finalizzate ad un “consumo di suolo zero” ed essere in grado di innescare processi complessivi di qualità e di coesione sociale di ambiti particolarmente degradati o interessati da processi di trasformazione verso il degrado;
  2. prevedere interventi di recupero e ristrutturazione degli immobili esistenti, interventi di demolizione e ricostruzione, acquisto di immobili e, solo in misura residuale, nuove costruzioni;
  3. prevedere un mix di residenze, funzioni, spazi collettivi e per servizi di prima necessità, complementari agli alloggi;
  4. essere destinate alla locazione permanente con canone sociale, per le proposte di intervento che usufruiranno di un contributo pubblico a copertura totale del costo di realizzazione, mentre per le proposte di intervento che usufruiranno di un contributo pubblico in quota parte del costo di realizzazione, alla locazione permanente o con patto di futura vendita degli alloggi al termine del periodo di locazione a canone agevolato, da assegnare alle categorie svantaggiate di cui all’articolo 11, comma 2,  lettere da a) a g), del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel rispetto dei limiti di reddito per l’accesso all’edilizia agevolata fissati da ciascuna Regione e Provincia autonoma;
  5. essere cofinanziate da soggetti pubblici e/o privati per una quota pari ad almeno il 20 per cento del finanziamento statale assegnato;
  6. avere caratteristiche edilizie di alta sostenibilità, con efficientamento energetico degli edifici da realizzare secondo i requisiti per gli  “edifici a energia quasi zero” di cui alla direttiva dell’Unione Europea 2010/31/UE, garantendo una prestazione energetica dell’immobile, con riferimento alle linee guida del decreto interministeriale del 26 giugno 2015 di cui alle premesse,  pari almeno alla classe di efficienza A1 per gli interventi di recupero e riuso e pari alla più alta classe A4 di efficienza per gli interventi di sostituzione edilizia, demolizione e ricostruzione, nonché di nuova costruzione;
  7. perseguire la messa in sicurezza delle componenti strutturali degli immobili mediante interventi di adeguamento o miglioramento sismico;
  8. innalzare i livelli di qualità dell’abitare per quanto attiene il superamento delle barriere architettoniche e la sicurezza nell’uso, la flessibilità compositiva e tipologica degli spazi della residenza utile a fornire risposte alle mutate esigenze che caratterizzano l’attuale domanda di accesso alla casa, e l’innovazione tecnologica dell’edilizia in un concetto di autosostenibilità;
  9. contribuire all’incremento della qualità urbana del contesto e della dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati, per una quota non superiore al 20 per cento del finanziamento statale assegnato, mediante il recupero o la realizzazione di urbanizzazioni secondarie (asili nido, scuole materne e primarie, attrezzature sportive, ecc.);

lett. b): fino a 100 milioni di euro, per interventi di edilizia residenziale sociale nei territori danneggiati dai sismi del 24 agosto 2016, del 26 ottobre 2016, del 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017. Le proposte di intervento da finanziare dovranno in ogni caso garantire il rispetto delle prescrizioni di cui ai punti 4), 6), 7), 8) e 9) della lettera a).

La programmazione annuale delle risorse, per 350 milioni di euro, distinta tra le due finalità – interventi della lettera a) e quelli della lettera b) – è riportata nel grafico.

La successiva delibera CIPE n. 55 /2019, ha rivisitato la materia, modificando alcuni contenuti della precedente delibera 127/2017 per una migliore finalizzazione degli interventi, prevedendo in particolare:

  • Gli IACP, in precedenza individuati solo come soggetti attuatori del programma, sono ora anche annoverati tra i soggetti autorizzati a presentare proposte di intervento, al pari dei Comuni e degli altri soggetti abilitati.
  • Viene introdotto un limite minimo all’importo del finanziamento statale nel caso di regioni assegnatarie di importi superiori a 10 milioni di euro, le quali possono individuare più di due proposte di intervento il cui apporto statale non deve essere inferiore a cinque milioni di euro per ciascuna proposta di intervento
  • Il previsto decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in Conferenza unificata,  non conterrà più la definizione delle caratteristiche tecniche delle proposte da elaborare da parte dei proponenti, ma solo la definizione delle procedure, dei tempi di realizzazione delle proposte e delle modalità di erogazione del finanziamento statale nonché di monitoraggio del programma.
  • Viene estesa anche al territorio della regione Campania colpito dall’evento sismico del 21 agosto 2017 (terremoto isola di Ischia) la possibilità di accedere al 

In particolare il punto 4.2 della delibera 127/2017è così modificato: In ciascuna Regione potranno essere finanziate non più di 2 proposte di intervento. Le regioni assegnatarie di importi superiori a 10 milioni di euro possono individuare più di due proposte di intervento il cui apporto statale non deve essere inferiore a cinque milioni di euro per ciascuna proposta di intervento. Ciascuna Regione e Provincia autonoma procede alla individuazione dei soggetti proponenti gli interventi (Comuni o ex IACP comunque denominati). Le Regioni e Province autonome comunicano al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti-Direzione generale per la condizione abitativa, entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto di riparto delle risorse di cui al paragrafo 4.1, i soggetti individuati con il relativo importo da assegnare. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in Conferenza unificata, da emanarsi entro 30 giorni dall’avvenuta comunicazione da parte delle Regioni e Province autonome dei soggetti prescelti, è approvato l’elenco dei soggetti ammessi a finanziamento. Con il medesimo decreto sono definiti le procedure, i tempi di realizzazione delle proposte e le modalità di erogazione del finanziamento statale, nonché di monitoraggio del programma.

Aggiornamento per gli anni 2018 e 2019 del Contratto di programma 2017-2021 parte investimenti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana S.p.A.. Parere ai sensi della legge n. 238 del 1993 (delibera n. 37/2019)Apri

Il Contratto di Programma 2017-2021 fra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana S.p.A. è lo strumento che assegna risorse pubbliche a RFI S.p.A. per la realizzazione degli interventi infrastrutturali.

Il Contratto di programma, sul quale il CIPE si è espresso nella seduta del 7 agosto 2017, è stato di recente aggiornato per le annualità 2018 e 2019 nella seduta del Comitato del 24 luglio 2019, con la delibera n. 37/2019.

Il Contratto di programma è finalizzato a regolare la programmazione degli Investimenti di sviluppo e potenziamento della rete ferroviaria, nonché gli interventi relativi alla sicurezza della rete e all’adeguamento della stessa agli obblighi di legge, in coerenza con gli indirizzi strategici della programmazione economico–finanziaria nazionale e comunitaria

L’aggiornamento del Contratto di programma relativo al periodo 2018-2019 prevede ora un portafoglio complessivo di progetti di investimento di circa 203,3 miliardi di euro di cui 79,2 miliardi di euro finanziati. Nel 2020 sono previsti finanziamenti per circa 3,8 miliardi di euro e nel 2021 per circa 4,2 miliardi.

Le nuove risorse nette contrattualizzate sono pari a 15,4 miliardi di euro (15,9 miliardi di nuovi finanziamenti lordi meno circa 0,5 miliardi di riduzioni di finanziamenti). Inoltre 7,9 miliardi di euro, pari al 51% del totale dei nuovi finanziamenti, sono destinate alle Regioni del Sud e delle isole.

I contenuti del Contratto di Programma 2017-2021 – aggiornamento 2018-2019 approvato dal CIPE con delibera n. 36 del 2019 sono riportati nei grafici seguenti:

Aggiornamento 2018-2019 del Contratto di programma fra MIT e ANAS relativo al 2016-2020 Apri

Il Contratto di Programma 2016-2020 fra MIT e ANAS è lo strumento che assegna risorse pubbliche ad ANAS per la realizzazione degli interventi infrastrutturali. Il Contratto di programma, approvato dal CIPE nella seduta del 7 agosto 2017, è stato aggiornato per il biennio 2018-19 nella seduta del 24 luglio 2019, con la delibera CIPE n. 36/2019, registrato dalla Corte dei conti il 13 gennaio 2020.

Il CdP presenta rilevanti elementi di novità a partire dall’orizzonte pluriennale che permette una maggiore efficacia nella pianificazione rispetto al passato. Inoltre sono stati introdotti importanti indicatori di performance che, anno per anno, permetteranno di monitorare lo stato di attuazione degli investimenti e la qualità dei servizi offerti da ANAS sull’intero territorio nazionale.

Nella seduta del 24 luglio 2019 il CIPE ha approvato l’aggiornamento del Contratto di programma relativo al periodo 2018-2019, che include tra l’altro un piano per la manutenzione straordinaria dei ponti, viadotti e gallerie per circa 2,7 miliardi di euro e aumentato gli interventi di manutenzione straordinaria portandoli a 8,2 miliardi di euro. Il Contratto prevede ora complessivamente 36 miliardi di investimenti (inclusi 6,5 miliardi di euro della legge 232/2016, 1,1 miliardi della legge 205/2017, 2,9 miliardi della legge 145/2018, 1,8 miliardi di FSC). L’aggiornamento del  Contratto di Programma, infatti, aggiunge 12,6 miliardi di euro di investimenti alla dotazione attuale di 18,7 miliardi di euro già stanziati, lasciando da reperire per i futuri aggiornamenti o per il prossimo Contratto di Programma circa 4,7 miliardi di euro a completamento dell’attuale paniere selezionato di interventi.

I contenuti del Contratto di Programma 2016-2020 – aggiornamento 2018-2019 sono riportati nei grafici seguenti:

Articolazione temporale degli investimenti previsti dal contratto di programma ANAS 2016-2020 dopo l’aggiornamento 2018-2019 (in milioni di euro)

Delibera n. 56 del 1° agosto 2019: Presa d’atto sulla revisione del rapporto concessorio e revisione del Piano Economico Finanziario della Società Autostradale A33 Asti-Cuneo S.p.A.

Il CIPE si è pronunciato, ai sensi dell’art. 43 del D.L. n. 201 del 2011, con una presa d’atto sul PEF della concessione autostradale Asti-Cuneo (A33), ai fini della revisione del rapporto concessorio, per il riequilibrio del PEF da realizzarsi attraverso un finanziamento incrociato (cross financing) proveniente dalla SATAP A4 Torino Milano, appartenente al medesimo gruppo industriale, per circa 626 milioni di euro.

La delibera prende atto della proposta di revisione del rapporto concessorio che include la riduzione della durata della concessione di Asti-Cuneo A33 dal 2045 al 2031, e una gara unica da effettuarsi nel corso dell’anno 2026, anno in cui scadrà la concessione per SATAP A4. Tale revisione rappresenta la soluzione ritenuta più idonea a garantire l’allineamento delle scadenze delle concessioni in esame, il raggiungimento di un ambito ottimale di gestione, e a rendere giuridicamente percorribile il modello del cross financing e, nello stesso tempo, sostenibile il PEF della concessione A33, prevenendo eccessivi esborsi di finanza pubblica e incrementi tariffari per l’utenza su questa ultima.

Il CIPE prescrive, inoltre, tra l’altro, che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti trasmetterà una informativa alla Commissione europea sulla nuova articolazione della misura, mantenendo costantemente informata la Commissione europea rispetto allo sviluppo del rapporto concessorio della tratta autostradale Asti-Cuneo A33.

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Delibera n. 40 del 24 luglio 2019: Itinerario stradale E78 Grosseto-Fano, tratto Grosseto-Siena (SS 223 di Paganico) dal km 41+600 al km 53+400. Approvazione progetto definitivo

Con la delibera 24 luglio 2019, n. 40, il CIPE ha approvato, con le prescrizioni e le raccomandazioni riportate nell’allegato alla stessa deliber,a il progetto definitivo dell’ultimo lotto dell’”itineraria stradale, E78 Grosseto-Fano, tratto Grosseto-Siena – lotto 9: adeguamento a quattro corsie del tratto Grosseto-Siena (SS 223 “di Paganico”) dal km 41+600 al km 53+400”.

Il tratto stradale Grosseto-Siena è parte del corridoio costituito dalla strada di grande comunicazione (SGC) E78 Grosseto-Fano, inserita nella Rete stradale transeuropea “comprehensive pianificata”, ed è suddiviso in 11 lotti, dei quali 5 sono in esercizio (lotti 1, 2, 3, 10 e 11), 4 in corso di costruzione (lotti 5, 6, 7, 8), uno in appalto (lotto 4). Con la realizzazione del rimanente lotto 9, oggetto della citata delibera n. 40 del 2019 e lungo circa 11,8 km, il tratto Grosseto-Siena sarà completato.

L’intervento – che permetterà di realizzare una strada con sezione di tipo B di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 5 novembre 2001 (“Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”) – consiste nell’adeguamento a quattro corsie, dalla progressiva chilometrica 41+600 alla progressiva chilometrica 53+400, dell’attuale SS 223 “di Paganico”, che ora presenta caratteristiche geometriche tali da non permettere un collegamento fra Grosseto e Siena con un adeguato livello di servizio.

Il soggetto aggiudicatore dell’intervento è Anas S.p.A. (ANAS).

La modalità di affidamento attualmente prevista è l’appalto sulla base del progetto esecutivo redatto ai sensi dell’articolo 23, comma 8, del decreto legislativo n. 50 del 2016, modalità per la quale sono già state avviate le procedure per l’individuazione dei progettisti. Peraltro, ai sensi dell’articolo 59 del suddetto decreto legislativo n. 50 del 2016, il soggetto aggiudicatore potrà altresì ricorrere all’affidamento congiunto di progettazione e realizzazione – cioè il c.d. “appalto integrato” – inserendo nei documenti di gara i requisiti minimi per lo svolgimento della progettazione oggetto del contratto.

Il costo del progetto definitivo, che ammonta a 161.955.672 euro, è integralmente finanziato ed è imputato per 131.476.626 euro a carico dei finanziamenti del Contratto di programma ANAS 2015 e per i residui 30.479.046 euro a carico delle risorse del c.d. “Fondo unico ANAS” destinate al Contratto di programma ANAS 2016-2020.

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Delibera n. 39 del 24 luglio 2019: Approvazione dell’accordo di cooperazione relativo alla tratta autostradale A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova-Udine, A28 Portogruaro-Conegliano, A57 Tangenziale di Mestre per la quota parte e A34 raccordo Villesse-Gorizia ex Autovie venete

Con la delibera n. 39 del 24 luglio 2019, il CIPE ha approvato, ai sensi dell’articolo 13-bis, comma 4, del decreto legge n. 148 del 2017, con le osservazioni e raccomandazioni contenute nel parere NARS n. 5 del 2019,  lo schema di Accordo di cooperazione tra il Ministero delle infrastrutture e le Regioni Friuli – Venezia Giulia e Veneto relativo alla concessione delle tratte autostradali A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova-Udine, A28 Portogruaro-Conegliano, A57 Tangenziale di Mestre per la quota parte e A34 raccordo Villesse-Gorizia.

La nuova società concessionaria è la Società Autostrade Alto Adriatico S.p.A., interamente di proprietà di soggetti pubblici.

La durata della concessione, comprensiva delle fasi di progettazione e realizzazione delle opere è stabilita in 30 anni decorrenti dalla data di efficacia dell’Accordo medesimo.

Sono previsti 1,073 miliardi di euro di investimenti, prevalentemente per la realizzazione della terza corsia autostradale tra Venezia e Trieste.

Tali investimenti sono suddivisi in due elenchi: opere di competenza del concessionario (tra cui prolungamento A28 – tratta Sacile Ovest-Conegliano e piani di risanamento acustico) e opere di competenza del Commissario (tra cui piano per la sicurezza autostradale, realizzazione terza corsia tratta S. Donà di Piave-Alvisopoli e tratta Gonars-Villesse);

L’articolazione del piano economico finanziario prevede che il 96 per cento degli investimenti siano realizzati entro i primi 6 anni della concessione.

Per quanto riguarda il sistema tariffario di pedaggio, individuato dall’ART con delibera n. 133 del 2018, il piano finanziario regolatorio riporta una dinamica della tariffa media unitaria che risulta caratterizzata dalla stabilità della tariffa nel primo periodo regolatorio rispetto al valore individuato nell’anno ponte (pari a circa 0,0712 euro/km) e da un decremento annuo dell’1,62 per cento nei periodi regolatori successivi fino a scadenza della concessione.

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Delibera n. 43 del 25 ottobre 2018: Asse viario Marche – Umbria e Quadrilatero di penetrazione interna. Maxilotto n. 2 - Pedemontana delle Marche. Approvazione del progetto definitivo del terzo stralcio funzionale “Castelraimondo nord-Castelraimondo sud” e del quarto stralcio funzionale “Castelraimondo sud-innesto S.S. 77 a Muccia”

Il progetto “Quadrilatero Marche – Umbria” è un progetto stradale incluso nel Programma delle infrastrutture strategiche (legge obiettivo), costituito dalle due direttrici parallele i) Ancona – Perugia, che si sviluppa lungo la S.S. 76 “della Val d’Esino” e prosegue lungo la S.S. 318 “di Valfabbrica”, e ii) Civitanova Marche – Foligno, che si sviluppa lungo la S.S.77 “della Val di Chienti”, direttrici collegate dalla trasversale Fabriano – Muccia/Sfercia (“Pedemontana delle Marche”) e dalle diramazioni della suddetta S.S.77.

Il progetto complessivo della “Pedemontana delle Marche” collega la S.S. 76 a Fabriano con la S.S. 77 a Muccia e Sfercia per una lunghezza complessiva di 42,5 km.

Con la delibera 25 ottobre 2018, n. 43, il CIPE ha approvato, previa reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio apposto con la delibera n. 13 del 2004, il progetto definitivo del terzo stralcio funzionale “Castelraimondo nord – Castelraimondo sud” e del quarto stralcio funzionale “Castelraimondo sud – innesto sulla S.S. 77 a Muccia” della Pedemontana delle Marche, realizzando il completamento della stessa Pedemontana delle Marche dopo le precedenti approvazioni del progetto definitivo del primo stralcio funzionale Fabriano–Matelica nord (delibera n. 58 del 2012) e del progetto definitivo del secondo stralcio funzionale Matelica nord–Matelica sud/Castelraimondo nord (delibera n. 109 del 2015).

Il costo dei suddetti due stralci è pari a 153.435.801,92 euro, mentre il costo complessivo della “Pedemontana delle Marche”, comprensivo del costo del primo e del secondo stralcio funzionale, è pari a 339.806.684 euro.

La copertura finanziaria è assicurata da:

  1. quanto a 131.855.396,00 euro a valere sull’assegnazione di cui al punto 2.1 della delibera n. 64 del 2016 (precedenti assegnazioni per il Quadrilatero Marche Umbria);
  2. quanto a 21.580.405,92 euro a valere, in via provvisoria, sul parziale temporaneo definanziamento di pari importo dell’intervento di “adeguamento a due corsie del tratto Mercatello sul Metauro ovest-Mercatello sul Metauro est (lotto 4) della E78 – tratto Selci-Lama (E45) – Santo Stefano di Gaifa”, finanziato nel contratto di programma 2016-2020 tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Anas S.p.A., nelle more dell’Aggiornamento al medesimo contratto di programma, che provvederà alla copertura in via definitiva a valere sulle risorse stanziate dall’articolo 1, comma 1164, della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio 2018).

Il soggetto aggiudicatore dell’opera è la società Quadrilatero Marche Umbria S.p.A.; la realizzazione del Maxilotto 2, di cui la Pedemontana delle Marche fa parte, è stata affidata in data 23 giugno 2006 al contraente generale “Dirpa S.c.a.r.l.”, cui è subentrata nel contratto di affidamento in data 27 luglio 2015 la società “Dirpa 2 – Direttrice Perugia Ancona e Pedemontana delle Marche – Società consortile a responsabilità limitata”.

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