Strategia nazionale per le Aree interne

Nell’ambito della politica regionale di coesione per il ciclo 2014-2020, particolare attenzione – quale strumento per lo sviluppo dell’intero Paese – è stata posta alle c.d “Aree interne”.

Parte prevalente del territorio italiano (circa il sessanta per cento del territorio nazionale) è contraddistinta dalla presenza di piccoli Comuni, lontani dai servizi essenziali – quali scuola, sanità e mobilità – e la marginalizzazione di tali aree assume quindi rilevanza “nazionale”; il documento di indirizzo per la programmazione della politica regionale “Metodi e Obiettivi per un Uso Efficace dei Fondi Comunitari 2014-2020”, ha infatti riconosciuto che lo sviluppo dell’intero Paese dipende anche dallo sviluppo delle sue aree interne.

Dal settembre 2012 è stata avviata, dall’allora Ministro per la Coesione, la costruzione di una Strategia nazionale per lo sviluppo delle “Aree interne” con il supporto di un Comitato Tecnico Aree Interne allo scopo costituito e dopo una fase di interlocuzione con i rappresentanti delle diverse Regioni è stato redatto il documento relativo alla Strategia Nazionale delle Aree interne, documento confluito nell’Accordo di Partenariato. Le Aree Interne costituiscono infatti una fra le dimensioni territoriali chiave della politica regionale 2014-2020.

Come evidenziato anche nel Programma Nazionale di Riforma, la Strategia nazionale per lo sviluppo delle Aree interne ha il duplice obiettivo di adeguare la quantità e qualità dei servizi di istruzione, salute, mobilità (cittadinanza) e di promuovere progetti di sviluppo che valorizzino il patrimonio naturale e culturale di queste aree, puntando anche su filiere produttive locali (mercato).
Al primo obiettivo sono assegnate le risorse nazionali previste appositamente dalla Legge 27 dicembre 2013, n. 147, articolo 1, comma 13 (legge di stabilità 2014), successivamente integrate dalla Legge 23 dicembre 2013, n. 190, articolo 1, comma 674 (legge di stabilità 2015); al secondo obiettivo le Regioni destineranno i fondi comunitari (FESR, FSE, FEASR, FEAMP) 2014-2020.

Strumento attuativo di cooperazione interistituzionale, così come previsto dalla citata Legge 27 dicembre 2013, n. 147, articolo 1, comma 15, è l’Accordo di Programma Quadro (APQ), di cui all’articolo 2, comma 203, lett. c) della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Il processo di selezione è avvenuto attraverso una procedura di istruttoria pubblica, svolta congiuntamente da tutte le Amministrazioni centrali presenti all’interno del Comitato Tecnico Aree Interne e dalla Regione o Provincia autonoma interessata.
Con le delibere CIPE n. 9/2015 e n. 43/2016 sono state ripartite le risorse nazionali.
In particolare:

  • la delibera n. 9/2015 ha approvato gli indirizzi operativi e ha disposto il riparto finanziario di 90 milioni euro stanziati dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147, articolo 1, comma 13 (legge di stabilità per l’anno 2014) per il triennio 2014-2016 per il rafforzamento della Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese;
  • la successiva delibera n. 43/2016 ha preso atto dello stato di avanzamento e disposto il riparto delle ulteriori risorse, pari a complessivi 90 milioni di euro per il triennio 2015-2017, destinate dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190, articolo 1, comma 674 (legge di stabilità per il 2015) al rafforzamento della Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne.
Per approfondimenti è possibile consultare la sezione dedicata sul sito dell’Agenzia per la coesione territoriale