Politiche urbane

Le politiche urbane sono una delle priorità dell’azione di Governo. Le città sono diventate dal 2007, anno del sorpasso della popolazione urbana rispetto a quella rurale, l’ambiente in cui vive la maggior parte della popolazione mondiale. Pur occupando solo il 2% della superficie terrestre, l’ambiente urbano concentra oggi poco più della la metà della popolazione mondiale e in esso viene utilizzato il 75% delle risorse naturali. Tale tendenza sarà sempre più pronunciata: nel 2010 viveva negli agglomerati urbani il 51,3% della popolazione mondiale e le previsioni dicono che nel 2030 salirà al 60%.
Lo spostamento della popolazione nell’ambiente urbano è sintonico con lo spostamento dell’asse produttivo: le città sono sempre più anche luoghi di produzione della ricchezza e delle opportunità di crescita e sviluppo. Tuttavia gli spazi urbani, oltre a rappresentare fattori di produzione di ricchezza, di opportunità di lavoro, di crescita della produttività, di innovazione sono sempre di più anche luoghi in cui si generano contraddizioni del tutto nuove: esclusione sociale, problemi ambientali, criticità legate alla qualità della vita, all’ordine pubblico, alla sicurezza, alla coesistenza delle diversità culturali, etniche, religiose, culturali. Gli spazi urbani, dunque, sono spazi complessi in cui convivono straordinarie opportunità economiche, relazionali, culturali e rilevanti criticità di ordine sociale. Per questa ragione il governo delle città vuol dire governo di una complessità in continuo mutamento che genera nuove contraddizioni e che, come tale, rappresenta una sfida per le politiche pubbliche.
Il CIPU
L’Ufficio investimenti per l’ambiente, le imprese e le aree urbane del DIPE
svolge le funzioni di Segreteria tecnica del Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane (CIPU) istituito nel giugno del 2012 dall’ art. 12 bis del Dl n. 83/2012 con il compito di coordinare le politiche urbane attuate dalle Amministrazioni centrali con le Regioni e le Autonomie locali, in una prospettiva di crescita, inclusione sociale e coesione territoriale.
L’istituzione del CIPU risponde all’esigenza di affermare una rinnovata centralità strategica alle politiche urbane per contrastare i fenomeni di declino economico, di marginalità sociale e di rischi ambientali, favorendo al tempo stesso il contributo delle città al sistema economico nazionale, la cui competitività complessiva dipende in misura crescente dal differenziale di capitale fisico, intellettuale e immateriale concentrato nei centri urbani.

Nel primo documento adottato dal CIPU, “Metodi e Contenuti sulle Priorità in tema di Agenda Urbana del marzo 2013”, viene formalizzata la visione strategica che, a livello europeo, verrà recepita nell’ art. 7 del Regolamento FESR 1301/2013 e, a livello nazionale, nell’ Accordo di Partenariato 2014-2020, sezione 3.1.3 dedicata allo “sviluppo urbano sostenibile”. In particolare, tramite tale primo documento il CIPU sancisce la necessità di impostare «a livello centrale una politica ordinaria delle città a cui debbono partecipare e contribuire, sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio, le Amministrazioni centrali dello Stato impostando, ognuna per quanto di competenza, una propria capacità di intervento … che si affianchi alle possibili azioni pubbliche aggiuntive da finanziare con i fondi comunitari 2014-2020».

In sede CIPU si ricompone  la separazione fra le “politiche ordinarie” e le politiche finanziate dai “Fondi Strutturali europei e dal Fondo di Sviluppo e coesione” riconducendole a coerenza nell’ambito dell’Agenda urbana nazionale.

In attuazione degli indirizzi del CIPU, le attività dell’Ufficio si sviluppano in coerenza con il processo delineato dalle Istituzioni Europea nella prospettiva dell’adozione di un’Agenda Urbana Europea. In particolare, con le considerazioni formalizzate dalla Commissione Europea nel documento “staff working document: result of the public consultation on the key features of an EU Urban Agenda” del 27 maggio 2015, con la “Dichiarazione verso un’Agenda urbana europea”, adottata a Riga dai Ministri per le politiche urbane e la coesione territoriale il 10 giugno 2015 (Testo Documento) e con il più recente “Patto di Amsterdam per l’adozione di un’Agenda Urbana Europea”, promosso dall’attuale Presidenza di turno Olandese e sottoscritto il 30 maggio 2016 dai Ministri dei Paesi membri responsabili per le questioni urbane. Le priorità individuate nei lavori preparatori dell’Agenda Urbana Europea sono 12: inclusione dei migranti e dei rifugiati; lavoro e competenze professionali nell’economia locale; povertà urbana; housing; economia circolare; qualità dell’aria; adattamento climatico (incluse soluzioni sostenibili nel settore dell’acqua); transizione energetica; uso sostenibile dei territori e soluzioni nature-based; mobilità urbana; transizione digitale; public procurement innovativo e responsabile.

A livello nazionale, le attività dell’Ufficio sono finalizzate a favorire lo sviluppo di una visione sistemica della politica urbana attraverso la produzione di conoscenza e informazione statistica per migliorare la capacità di analisi e interpretazione dei fenomeni urbani emergenti. In tal modo si favorisce anche analisi di benchmarking e confronti internazionali, finalizzati a una migliore comprensione delle realtà urbane e a una più efficace valutazione delle politiche connesse. In coerenza con gli orientamenti metodologici contenuti nella comunicazione della Commissione Europea del luglio 2014 “gli elementi fondanti di un’ Agenda urbana europea”, la Segreteria tecnica del CIPU ha avviato la costituzione di un Osservatorio, in analogia a quanto fatto in altri paesi come la Spagna (Atlas Digital de las Areas Urbanas) e la Francia (L’Observatoire des Territoires).
In Italia infatti, è disponibile un vasto patrimonio di dati che descrivono il fenomeno urbano, ma ancora non esiste un osservatorio sistematico dei processi di trasformazione urbana, pur essendo state realizzate importanti ricerche di analisi quantitativa da parte di università e diverse istituzioni. I database esistenti sono costruiti sui confini amministrativi, mentre le questioni urbane emergenti travalicano da tempo tali confini, generando una forte domanda di conoscenza relativa ai processi di trasformazione urbana in corso su scala vasta, domanda alimentata anche dalle recenti riforme istituzionali quali quelle relative alle Città metropolitane previste dalla Legge n. 56/2014. L’insieme delle 14 Città metropolitane in Italia presenta infatti al suo interno realtà estremamente diversificate; per consentire una migliore declinazione delle politiche urbane in un approccio multiscalare e territorialmente differenziato, valorizzando a tal fine le opportunità offerte dal nuovo contesto istituzionale delle Città metropolitane nella prospettiva della riforma costituzionale, è preliminarmente necessario colmare il persistente deficit analitico-interpretativo.

Per progettare i contenuti dell’Osservatorio e le modalità di rappresentazione georeferenziata dei dati, la Segreteria del CIPU ha intrapreso una collaborazione con il Politecnico di Milano – Dipartimento di Archittura e Studi Urbani – nell’ambito della quale sono in fase di definizione diverse batterie di indicatori e l’elaborazione di mappe interpretative legate ad alcuni campi di policy, da sviluppare anche tramite tecniche di clusterizzazione basate sulla ricomposizione di una pluralità di indicatori in uno spazio multidimensionale di analisi.

Contestualmente alla costruzione dell’Ufficio partecipa alla governance degli strumenti nazionali rivolti alle aree urbane e contribuisce alla redazione dei principali documenti di indirizzo strategico, sia in ambito nazionale che internazionale.
In particolare, l’Ufficio partecipa al Comitato di Sorveglianza del PON METRO 2014-202  e ai lavori del Segretariato tecnico dello stesso PON METRO istituito presso l’Agenzia per la coesione territoriale, contribuisce alla revisione del documento del Consiglio Europeo “New Urban Agenda” e alla redazione del documento del Governo italiano in preparazione della Conferenza Habitat IIII che si terrà a Quito il 17-20 ottobre 2016, supporta l’attuazione di alcune linee di investimento nelle aree urbane, quali gli “interventi per la riqualificazione sociale e culturale nelle aree urbane degradate”

L’Ufficio è infine competente per l’istruttoria delle deliberazioni del CIPE in materia di aree urbane, quali l’aggiornamento dell’elenco dei Comuni ad alta tensione abitativa  secondo quanto previsto dal Dl n. 47/2014.

 

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