Cantalupo Nel Sannio

Comune Provincia CUP Finanziamento concesso
Cantalupo Nel Sannio Isernia H56D13000250001 € 995.000
Descrizione intervento
L’intervento consiste nel  “Progetto per la riqualificazione e rifunzionalizzazione del sito dell’ex fornace laboratorio di cultura”. La riqualificazione e rifunzionalizzazione del sito dell’ ex fornace parte da una decisa volontà dell’amministrazione comunale che da anni ha indicato nelle caratteristiche peculiari del sito delle occasioni per lo sviluppo produttivo, economico, sociale e culturale del paese. L’opportunità del recupero arriva così nel 2003 con un primo finanziamento regionale destinato alla ripresa produttiva del Molise.
Il progetto esecutivo dei lavori del primo stralcio fu approvato nel 2007; in corso di realizzazione tuttavia si rese necessario redigere una perizia di variante e suppletiva e per la quale furono acquisiti, nel 2009,  il parere dell’Assessorato all’Urbanistica Settore Beni Ambientali  e nulla osta della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Molise.
L’approccio metodologico del progetto è in relazione alla consapevolezza dell’importanza del manufatto e del luogo: si tratta infatti di un esempio architettonico di grande interesse appartenente al patrimonio industriale.
La localizzazione inoltre interessa altre infrastrutture quali il tratturo Candela – Pescasseroli, la Taverna, la ex stazione ferroviaria, e la strada statale n°17 che rappresenta la principale arteria della Regione Molise che collega Isernia e Campobasso.
La preliminare campagna fotografica ha consentito l’archiviazione di tutte le immagini riguardanti l’esistente. Il rilievo attento e puntuale dell’impianto e delle strutture permette invece la conoscenza volumetrica, morfologica e analitica di tutte le soluzioni architettoniche e strutturali. In seguito è stata svolta la schedatura utilizzando una particolare scheda realizzata per i siti archeologici-industriali. La scheda risponde all’esigenza di avere una raccolta ordinata di dati, articolata in campi perlopiù destinati ad informazioni di carattere storico, distinte in note storiche, bibliografiche, fonti di archivio e fonti iconografiche. Sono riportate inoltre le descrizioni sintetiche degli edifici, le note critiche, la documentazione fotografica, grafica e iconografica. Il progetto è rispondente alle norme del regolamento edilizio del Comune di Cantalupo nel Sannio e a tutta la normativa riguardante i lavori pubblici.
La fornace di Cantalupo nel Sannio risale agli anni venti con un arco lavorativo attivo fino a tutti gli anni settanta; i laterizi prodotti erano destinati all’edilizia, quindi tegole e mattoni anche se non si esclude che possa aver prodotto utensili casalinghi. La fornace si inserisce in un’area di particolare pregio ambientale a ridosso di una collina di querce e delimitata sul fianco da un piccolo corso d’acqua. L’impianto morfologico è organizzato secondo il ciclo di lavorazione delle argille e cioè il forno, le camere di essiccazione, lo stoccaggio e la zona destinata ad uffici e servizi.  Affaccia sul fronte strada il forno di tipo Hoffmann a camera continua completamente in laterizio e con il camino leggermente decentrato.
Il piano superiore al forno era coperto da una struttura metallica centinata rivestita in lastre di cemento-amianto tipo eternit; tale materiale si ripete per tutte le altre coperture.
Questa superficie era in realtà una soluzione architettonica posteriore rispetto all’impianto originario, poiché fu cambiato il sistema d’alimentazione del forno una volta a legna e successivamente ad olio combustibile. Un corridoio separa il forno dalle sale di essiccazione realizzate con soluzioni miste ed intonacate. Nella parte retrostante, delle altre coperture metalliche erano destinate a proteggere il materiale stoccato. Di lato trovano posto le officine, i servizi igienici ed altri magazzini.
La dismissione della fornace ha causato un grave stato di degrado, così che molte coperture sono crollate e le strutture in elevazione sono compromesse in tanti punti. Si deve di fatto rilevare il miglior stato di conservazione del solo forno Hoffmann  che necessita invece, di operazioni di consolidamento e restauro. La fornace possiede uno spazio di pertinenza nella zona anteriore sul filo stradale occupata in parte da volumi tecnici.
Il progetto di recupero del 1° stralcio attuato ha interessato: la bonifica del sito con lo smaltimento di tutto l’amianto contenute nelle coperture in eternit esistente secondo la normativa vigente: raccolta frammenti, demolizione muratura, rimozione materiale isolante, rimozione di lastre in cemento amianto (incapsulamento temporaneo delle superfici in cemento amianto, rimozione con ausilio di piattaforme, stoccaggio provvisorio in cantiere, carico e trasporto;  la sistemazione della sola area del forno e del piazzale antistante; il risanamento conservativo del forno Hoffman e delle facciate esterne. La progettazione è stata eseguita in assoluto rispetto delle regole del restauro conservativo sia delle strutture di maggior pregio e cioè il forno Hoffmann sia di tutto l’impianto morfologico e funzionale. Saranno ripristinate le stesse sagome per quanto concerne i prospetti e gli schemi distributivi nelle soluzioni planimetriche ovviamente in considerazione anche delle nuove esigenze funzionali ed architettoniche. Le due camere del forno ospiteranno un museo per collezioni permanenti e temporanee, invece la sala soprastante sarà multifunzionale e cioè adatta a conferenze, mostre, riunioni, concerti ecc.
La progettazione di questo secondo lotto funzionale prevede dunque: la realizzazione della struttura portante in cemento armato completamente distaccata dalle murature esistenti dei forni Hoffman esistenti (l’opera permetterà la realizzazione di una sala multifunzionale e una copertura in legno lamellare);  la realizzazione di tutti gli impianti di riscaldamento, condizionamento e antincendio relativamente ai due forni Hoffman da destinare a museo del laterizio e alla sala polifunzionale; la ristrutturazione architettonica del forno da adibire a museo, mediante interventi di pulitura e listellatura delle pareti interne realizzate in mattoncini in laterizio, la realizzazione di un vespaio con casseri in materiale plastico riciclato necessario a risolvere evidenti problemi di risalita capillare e utilizzato anche per il passaggio delle canalizzazioni degli impianti tecnologici, la messa in opera di pavimentazione in laterizio con uno schema di montaggio articolato in virtù delle esigenze funzionali ed estetiche del museo, interventi di listellatura e stilatura delle pareti esterne realizzate in pietra, unitamente ad interventi di spicconatura e rifacimento di nuovi intonaci ove necessario, la messa in opera di serramenti metallici con aperture a norma rispetto alla leggi di sicurezza e montati la dove una volta c’erano le bocchette di caricamento del forno; la sistemazione esterna del piazzale antistante che consentirà di avere uno spazio funzionale e flessibile per l’allestimento di mostre, fiere e spazi espositivi utilizzando tensostrutture mobili; un allestimento di base del Museo del Laterizio realizzato con teche opportunamente studiate per conservare e valorizzare le testimonianze eccellenti della lavorazione dell’argilla in Molise.
In conclusione, le scelte progettuali, sia per tipologia che per materiali utilizzati hanno tenuto conto del contesto urbano in cui si collocano i manufatti oggetto d’intervento. Il progetto di riuso funzionale è stato sviluppato in modo tale da non modificare la distribuzione originaria degli ambienti, fatta eccezione per i dovuti adeguamenti per aumentarne la fruibilità e la funzionalità degli spazi , con lo scopo di consentire un uso compatibile con la destinazione degli ambienti.